Nota etica
Per distinguere tra narrazione e realtà
È importante sottolineare la differenza tra l’intento simbolico del romanzo e l’approccio etico adottato dall’autore nell'osservazione diretta dei lupi.
Nel libro Lupi di Aschi, alcuni personaggi — in particolare la biologa Olga e il pastore Antonio — spinti da un’urgenza morale e da conflitti personali, compiono scelte che oltrepassano il confine della legalità.
Queste scelte sono narrativamente efficaci, ma sul piano etico-scientifico sono problematiche: non sono esempi da seguire, ma strumenti narrativi pensati per interrogare i limiti tra giustizia, morale e coscienza ecologica.
Nella vita reale, chi ha osservato i lupi e raccolto le esperienze che hanno dato origine a questo libro — Enrico, Dania e la cagnolina Vika — ha sempre operato nel rispetto delle normative vigenti.
- Nessun lupo è stato disturbato durante l'osservazione o per scattare una fotografia.
- Non sono state diffuse coordinate di avvistamento, né in tempo reale né in differita.
I luoghi di avvistamento citati nel libro si riferiscono a contesti già antropizzati — lungo la strada o su sentieri dai quali, con un po' di fortuna, è possibile osservare i lupi senza arrecare loro disturbo, soprattutto seguendo alcune importanti regole comportamentali.
🏞️ Perché raccontare Aschi
Nel libro l'autore parla esplicitamente di un luogo reale: Aschi. Tutte le informazioni fornite sono state condivise e verificate dalla comunità locale prima della pubblicazione, per garantirne autenticità e rispetto.
Questa scelta riflette una convinzione profonda: la protezione della fauna selvatica non può basarsi sul silenzio o sull'occultamento dei luoghi dove la coesistenza con essa funziona. Tacere tali luoghi non protegge la fauna: la rende invisibile. E l’invisibilità è il contrario della tutela.
Spesso l'invito a non citare i luoghi maschera tre problemi:
- Sfiducia nel pubblico, come se chiunque fosse un disturbatore.
- Volontà di controllo dell'informazione, più che di gestione del territorio.
- Mancanza di un sistema efficace di monitoraggio di visitatori e fotografi.
Immagina se qualcuno chiedesse di non menzionare la famosa Lamar Valley quando si parla dello Yellowstone National Park: sarebbe paradossale.
Aschi si trova ai confini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM). Il territorio del branco si estende in parte all’interno e in parte all’esterno del Parco. I parchi nazionali in Italia non sono aree interdette: oltre alla tutela ambientale, hanno il compito di valorizzare in modo sostenibile cultura, educazione e fruizione del territorio. Diverso è il caso delle Riserve Integrali, dove l’accesso è vietato. In quest’ottica, la coesistenza tra lupo e comunità umana, così come avviene da decenni ad Aschi, è un valore da preservare e raccontare, non da occultare .
Nascondere i luoghi dove la convivenza con la fauna selvatica funziona non è protezione: è censura. Raccontarli con misura, rispetto e verità è invece un atto concreto di sensibilizzazione e di tutela, per i lupi e per le comunità che li rispettano.
Un esempio illuminante viene dal mare: balene e delfini sono stati a lungo solo oggetto di caccia, considerati risorse o minacce. Tutto è cambiato quando il pubblico ha potuto conoscerli da vicino — attraverso documentari, escursioni responsabili, divulgazione scientifica. Solo allora rispetto e compassione hanno iniziato a prevalere su ignoranza e paura, gettando le basi per una vera cultura della conservazione. La pressione dell’opinione pubblica, alimentata dalla conoscenza, ha costretto i governi ad agire.
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